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Guida completa al Facebook B2B Marketing: strategia, ads, targeting

Puoi trasformare Facebook (e Instagram) in macchine da lead per il tuo marketing B2B.

Non ci credi? Abbiamo molto da dirti in merito: strategie efficaci, best practices per Facebook Ads e tecniche avanzate di targeting per raggiungere decision maker specifici.

Confronteremo i vantaggi di Facebook Ads rispetto a LinkedIn Ads e capiremo l’importanza dei lead magnet.

Partiamo!

Cover e pagine della guida "8+1 cose da sapere per scegliere il fornitore giusto per il social media advertising" di Figoli Studio

COME SCEGLIERE IL FORNITORE GIUSTO PER IL SOCIAL ADVERTISING?

Abbiamo scritto un e-book con le 8 (+1) cose da sapere prima di decidere. 23 pagine facili da leggere, con infografiche ed esempi.

Introduzione a Facebook B2B, soprattutto per l’advertising

⁉️ “Facebook? Ma se siamo un B2B!”

Un dubbio comune tra molti marketing manager di aziende B2B, che tradizionalmente vedono Facebook e Instagram come un campo di gioco destinato principalmente al mondo direct-to-consumer, estraneo a chi deve fare lead generation B2B.

La differenza però è fatta da Facebook Ads, e in generale l’advertising di Meta.

La suite integrata di soluzioni pubblicitarie che copre Facebook, Instagram (ma anche Messenger e una reta di siti partner) sotto il cappello di Meta.

📌 Un canale di advertising vitale per tante aziende B2B, perché permette di raggiungere decision maker specifici con annunci super-pertinenti e mirati, direttamente nei luoghi online dove passano più tempo.

Infatti a contare non è solo il bacino di utenti di queste piattaforme – miliardi di persone globalmente, inclusi numerosi professionisti e decision maker aziendali – ma soprattutto il loro livello di coinvolgimento.

Ti rimando alla guida che compara Facebook vs LinkedIn per avere più dati in merito, ma ti posso dire che Facebook e Instagram oggi sono tra i social dove gli utenti passano più tempo.

In più Meta offre avanzati strumenti di targeting anche per il B2B e capacità di machine learning straordinarie, per intercettare proprio il professionista che cerchi.

Scoprire il vero potenziale di Facebook B2B trasforma l’approccio alla pubblicità da un tentativo incerto a un processo scientifico e dati-driven, dove ogni decisione è basata su analisi dettagliate e con le dovute ottimizzazioni garantisce i migliori risultati possibili.

La Superiorità dell’Advertising Rispetto al Posizionamento Organico

⁉️ “Dobbiamo per forza avere un budget adv? Non possiamo usare il posizionamento organico?”

Un’altra domanda comune tra i marketing manager delle aziende.

Sebbene il posizionamento organico su Facebook e Instagram abbia il suo valore, quando parliamo di risultati rapidi e misurabili, l’advertising gioca in un’altra lega.

E qui dobbiamo evidenziare una realtà poco piacevole: il contenuto organico (ossia quello pubblicato senza pagare nulla per la sua distribuzione) su queste piattaforme raggiunge solo una piccola frazione del pubblico.

Tasso di copertura media: Instagram 7,60%, Facebook 5,90%. Fonte: Social Insider 2024.

Gli algoritmi favoriscono gli aggiornamenti personali degli utenti più che i post delle aziende, e il tuo contenuto B2B potrebbe facilmente perdersi nel mare di foto di gattini, aggiornamenti di status personali oppure, ovviamente, pubblicità.

Il Gruppo FB B2B, un’alternativa da valutare

A livello organico non esiste però solo la pagina di Facebook o di Instagram: c’è uno strumento che spesso utilizziamo senza nemmeno accorgersene, ossia quello dei gruppi di Facebook.

Per molte aziende che hanno bisogno di costruire una community di affezionati anche in ambito B2B, i gruppi Facebook rappresentano una risorsa preziosa. In quanto gruppi offrono la possibilità di costruire comunità di alto valore, favorire connessioni e condividere le conoscenze, non per forza dall’alto verso il basso, quindi dall’azienda verso il pubblico potenziale, ma anche in ottica peer-to-peer.

Funzionano e hanno sempre funzionato in settori ad alto tasso di innovazione (tech, finance, marketing…), dove i professionisti si uniscono per condividere conoscenze.

Se utilizziamo strategicamente i gruppi Facebook, questi possono diventare un’alternativa alla classica newsletter e possono contribuire a avere un bacino sempre attivo di clienti in target da poter attivare rispetto a molti ambiti. Questo funziona spesso su realtà che funzionano forse di più sul B2C, però non è da escludere un utilizzo anche in abito professionale.

Così come ha fatto quell’azienda di essiccatori Tauro, che dall’esperienza ottima di un gruppo di appassionati di essicazione in cucina, il gruppo “Gente che essicca”, ha provato a costruire uno spin-off che si chiama “Essiccare per professione”, proprio per mantenere un costante contatto e un contatto con i potenziali clienti, in modo da poter in qualche modo continuare a generare l’elite e anche usufruire di una forza a livello organico.

Copertine dei gruppi Facebook di Tauro Essiccatori "Gente che Essicca" e "Essiccare per Professione" con immagini di frutta essiccata

Teniamo presente che i gruppi Facebook sono uno dei pochi luoghi dentro la piattaforma dove la copertura organica è molto alta e talvolta gli utenti vengono addirittura raggiunti da delle notifiche, il che aumenta sicuramente la copertura e la possibilità di raggiungere delle persone con un solo post.

Quali sono i contro?

Lanciare e gestire un gruppo Facebook B2B richiede impegno importante: intanto devi definire chiaramente lo scopo del gruppo, e questo deve essere chiaramente sbilanciato sull’interesse dell’utente target. Poi crea contenuti di valore, tanto contenuto di valore. Incoraggia l’engagement, stabilisci linee guida chiare (per evitare che vada a vantaggio dei competitor); monitora e rispondi regolarmente per mantenere il gruppo attivo e coinvolgente, evitando l’eccessiva promozione e l’irregolarità nei post.

Insomma un gran lavoro.

Le possibilità di Facebook Ads vs LinkedIn Ads nel B2B

Quando però approcciamo a Facebook Ads B2B, c’è un’altra domanda frequente che mi viene posta:

⁉️ “ma non è meglio fare pubblicità su LinkedIn”?

LinkedIn è certamente il luogo privilegiato per il B2B, e ci sono molti modi per fare lead generation su quella piattaforma.

Nel confronto tra Facebook Ads e LinkedIn Ads un aspetto cruciale da considerare è il costo dell’investimento pubblicitario.

Facebook Ads emerge spesso come una piattaforma più accessibile anche per budget limitati, offrendo un terreno fertile per testare vari aspetti delle campagne pubblicitarie senza rischiare somme significative.

Questa flessibilità finanziaria permette alle aziende di esplorare e identificare quali tattiche generano i migliori ritorni, prima di scalare su piattaforme più costose come LinkedIn.

LinkedIn Ads infatti è più costoso, anche se estremamente efficace per raggiungere professionisti e decision-maker specifici in ambito B2B, grazie alla sua natura di rete professionale.

È ideale però per strategie pubblicitarie più consolidate, dove il budget di marketing può sostenere investimenti maggiori per risultati potenzialmente più significativi.

📌 Per approfondire ulteriormente differenze e i vantaggi relativi di Facebook Ads rispetto a LinkedIn Ads, consiglio di consultare la nostra guida comparativa.

Facebook B2B Marketing Strategy: il ruolo centrale dei Lead Magnet

Nel mondo ideale che ogni azienda vorrebbe abitare, un annuncio Meta trasformerebbe un potenziale cliente in un acquirente convinto. A freddo, semplicemente esponendo i vantaggi del proprio prodotto/servizio.

Purtroppo nella realtà, e in particolar modo in ambito business-to-business, acquisire un cliente è un viaggio lungo mesi (a volte anni), che inizia con la costruzione di fiducia e la dimostrazione di valore.

Perciò:

⁉️ qual è il modo migliore per fare campagne B2B su Meta?

È nelle prime fasi di questo viaggio che entrano in gioco i “lead magnet”, contenuti potenti che nascono per attrarre, educare e coinvolgere potenziali clienti in uno step ancora precoce del percorso di acquisizione, preparandoli a fare il passo successivo.

Un’offerta di valore, gratuita o a costo ridotto (alla stregua di un prodotto “civetta”), che le aziende utilizzano per “spezzettare” un percorso di acquisizione altrimenti più difficile da far completare in autonomia al cliente.

Gli esempi li vedete ovunque online: e-book, whitepaper, checklist, webinar, o anche consulenze gratuite.

Il fatto che siano ovunque però non significa che siano facili da creare: la chiave sta nel fornire qualcosa di così irresistibile che i prospect siano disposti a scambiare le loro informazioni di contatto per ottenerlo.

👍 Per approfondire come creare lead magnet capaci di attirare e soprattutto di convertire, leggi la mia guida dedicata, che copre aspetti come la scelta del contenuto, il formato e le strategie di distribuzione.

Uno degli step irrinunciabili per fare attività di lead generation B2B su Meta (e non solo) è quello di concentrare budget ed energie su campagne di generazione contatti da un lead magnet.

Facebook B2B Marketing Strategy: confronto tra Meta Lead Ads e Conversioni su Landing Page

Per far scaricare un lead magnet, ma in generale per acquisire contatti con le ads, uno dei dubbi classici è:

⁉️ scelgo il modulo “nativo” presente dentro Facebook, il cosiddetto Lead Ads, oppure porto gli utenti verso una landing page esterna?

Capiamo rapidamente i fattori che guidano questa scelta. Ogni opzione ovviamente presenta vantaggi e svantaggi specifici, che possono influenzare significativamente l’efficacia delle tue campagne B2B.

  • Per quanto riguarda l’esperienza utente, le Facebook Lead Ads offrono un percorso più semplice, perché trattengono l’utente all’interno della piattaforma.
    Questo riduce il tempo di caricamento della pagina di raccolta di contatto e elimina la necessità di navigare verso una pagina esterna, fattori che solitamente migliorano di molto il tasso conversione.
    D’altra parte, le landing page richiedono strutturalmente più tempo per caricarsi e richiedono agli utenti di lasciare la piattaforma (cosa in genere osteggiata da questi), il che potrebbe aumentare il tasso di abbandono.
  • Le landing page vantano una capacità superiore di personalizzazione.
    Su di esse puoi raccontare ciò che vuoi a proposito dei vantaggi che portano i prodotti/servizi della tua azienda, raccogliere testimonianze e recensioni e tutto ciò che aiuta fiducia.
    Le Lead Ads, sebbene recentemente abbiano previsto opzioni di personalizzazione in più come immagini, titoli e brevi descrizioni, sono limitate nello spazio e non permettono la stessa profondità di contenuto.
  • A proposito dell’integrazione con i CRM aziendali, le landing page spesso si integrano direttamente, “nativamente” con i database, permettendo un follow-up immediato rispetto a chi ha lasciato un contatto, e una gestione dati fluida e automatizzata.
    Le Lead Ads, seppur efficaci nel raccogliere dati direttamente dalla piattaforma, richiedono passaggi aggiuntivi per l’integrazione con i CRM (attraverso software terzi di “automazione” come Zapier, Make o Pabbly Connect); questo a meno che il tuo sito non sia costruito con strumenti a 360° come come HubSpot.
    Tuttavia, le Lead Ads permettono la creazione rapida di audience per il remarketing grazie alla cattura immediata dell’interazione dell’utente.
  • Le Lead Ads sono facili da configurare, e non hanno bisogno di sforzo extra per settare tracciamenti.
    Si basano sull’interazione degli utenti con il form, grazie ai dati che rimangono all’interno della piattaforma.
    Questo riduce la possibilità di perdere tracciamenti importanti a causa di cookie bloccati o cancellati dagli utenti, un problema comune per le landing pages che dipendono dal tracciamento tramite pixel.
    Di conseguenza, le Lead Ads possono offrire un feedback immediato e preciso sull’efficacia delle campagne.
  • Il tema del rapporto tra quantità e qualità del contatto è infine il più importante: la facilità d’uso spinge molti utenti a rispondere in modo immediato alle Lead Ads, ma spesso questo si tramuta in poca propensione a fare azioni rilevanti lato business per l’azienda, fino a rivelarsi veri e propri contatti spammosi.
    Questo può essere moderato con “filtri” e frizioni create ad hoc per assicurarsi che chi risponde abbia buone intenzioni.
    Invece le landing page, proprio perché più ostiche a livello di esperienza utente, ci garantiscono che i contatti che arrivano (sebbene minori a livello di numero) siano di qualità migliore.

Proviamo a riassumere lo scenario?

Ecco una tabella ad hoc.

CriterioFacebook Lead AdsLanding Page
Esperienza Utente+ Caricamento della pagina più veloce grazie alla minor quantità di codice
+ L’utente rimane sulla piattaforma
– Richiede il caricamento di più contenuti
– L’utente deve lasciare la piattaforma
Personalizzazione– Limitata personalizzazione del contenuto
– Spazio limitato impedisce dettagli estensivi
+ Ampia personalizzazione del contenuto
+ Può includere recensioni, testimonianze, ecc.
+ Possibilità di fornire dettagli estesi, educare l’utente e costruire fiducia
Integrazione con CRM– Può richiedere strumenti aggiuntivi per l’integrazione (Zapier, Make, ecc)+ Integrazione diretta e automatica con i CRM
Raccolta Dati e Ottimizzazione Conversioni+ Creazione immediata di audience per il remarketing
+ Ottimizzazione più immediata grazie ai dati raccolti direttamente sulla piattaforma
– Potenziale perdita di tracciamento a causa di cookie bloccati
– Dipendenza dal tracciamento tramite pixel che può essere impreciso
Quantità e Qualità dei Contatti+ Numero alto di contatti
– Qualità minore dei contatti (da “filtrare”)
+ Qualità alta dei contatti
– Numero limitato di contatti

Facebook B2B targeting: le buone pratiche

Un altro aspetto fondamentale delle attività su Facebook Ads è il targeting B2B.

La domanda che ci poniamo è:

❓ come fare a raggiungere un pubblico professionale e specialistico su social network che nascono generalisti e di intrattenimento?

Vediamo rapidamente i modi con cui possiamo identificare esattamente il profilo di cliente ideale dentro Facebook e Instagram.

Di seguito, alcune buone pratiche di targeting B2B.

Segmentazione per titoli e interessi (non sufficiente)

La prima è ovvia, ma come sa chiunque abbia provato a fare campagne B2B su Meta, non sufficiente.

Da agosto 2022 Meta offre opzioni di targeting su misura per il B2B, come demografiche che includono settori, job titles, targeting del datore di lavoro e comportamenti specifici come amministratori di pagine aziendali di Facebook, sviluppatori di API di marketing o una combinazione come ‘decisori IT’.

Schermata di targetizzazione su Facebook: include sviluppatori API Marketing, amministratori di pagine Facebook e decisori IT

Come sappiamo però gli utenti su Meta spesso non forniscono dati affidabili rispetto alla loro vita professionale. Questi segmenti spesso hanno un volume limitato o informazioni non aggiornate, e quindi non sono sufficiente solide per basarci delle campagne.

Bisogna fare altro.

Fortunatamente, Meta compensa la scarsità di questi dati con miglioramenti a livello algoritmico e della sue capacità di machine learning. Il focus dell’azienda che investe su Meta per il B2B perciò dovrebbe essere su due componenti chiave:

  • tracciamento accurato degli eventi e dei flussi di dati verso Meta (se facciamo campagne su una landing page)
  • creazione di contenuti pertinenti su misura.

Vediamo nel dettaglio.

Qualità dei dati di tracciamento come catalizzatore per il targeting

Come detto, nel B2B la precisione del targeting è tutto, e questa precisione dipende fortemente dalla qualità dei dati la tua azienda è in grado di fornire a Meta.

Pensaci:

📌 più dettagliate sono le informazioni che dai a Meta su quanti contatti sono arrivati dal sito, quanti di questi sono diventati clienti, ecc.. Meglio l’algoritmo (e l’apprendimento automatico) della piattaforma potrà identificare e raggiungere nuovi potenziali clienti.

Ed è bravissima a farlo, fidati.

Perché è così importante ora?

Con i recenti cambiamenti nelle politiche di privacy e le nuove restrizioni sui cookie imposte dai browser, la capacità di tracciare accuratamente le attività degli utenti online è diventata più complessa.

Questi cookie (piccoli file di testo salvati sui dispositivi degli utenti per raccogliere dati sulla navigazione), sono ora soggetti a normative più stringenti come il GDPR in Europa e il CCPA in California, che limitano l’uso dei dati per rispettare la privacy degli utenti.

I browser moderni stanno anche bloccando o limitando attivamente i cookie di terze parti, che sono quelli utilizzati per tracciare gli utenti attraverso diversi siti, rendendo meno efficace il tracciamento tradizionale.

Per superare questi ostacoli, Meta si è mossa in due direzioni rilevanti per il targeting B2B:

  • ha introdotto l’API di conversione, un sistema avanzato che permette di trasmettere dati dal server dell’azienda direttamente ai server di Meta. Un approccio server-to-server che bypassa i limiti dei cookie, permettendo una raccolta dati più sicura e conforme alle normative sulla privacy. Con l’API di conversione, invii a Meta informazioni precise sulle azioni compiute sul sito, che integrano i dati che giungono dal browser e migliorano la precisione del targeting.
Diagramma del flusso dei dati dalla conversion API: utente, browser, sito web, server in cloud, Meta ads.
  • Un altro sviluppo significativo è la possibilità di collegare direttamente il Customer Relationship Management (CRM) alla piattaforma di Meta. Questo collegamento diretto è cruciale perché consente di utilizzare i dati di prima parte (i dati che l’azienda raccoglie direttamente dai suoi clienti con il loro consenso, come le info di contatto o le interazioni passate). Prima le aziende si affidavano principalmente ai dati raccolti indirettamente tramite interazioni sui social o via cookie, sempre più “deboli” agli scopi della targetizzazione. Integrando il CRM con Meta, le aziende possono ora inviare informazioni più pulite e dettagliate. Così Meta ha a disposizione dati accurati e tempestivi per ottimizzare le campagne pubblicitarie, migliorando la capacità di raggiungere esattamente il tipo di cliente desiderato.
Loghi di CRM collegabili con Meta: include 4Dem.it, ADF/XML (automotive), AWeber, Abacus, Absolute Results, AccountingSuite
La lista dei CRM collegabili con Meta

Con questi metodi, sebbene non immediati da impostare, le aziende possono rispettano le normative sulla privacy, e ottimizzano anche le campagne Meta, garantendo che ogni euro speso sia diretto verso il pubblico più rilevante e ricettivo.

La creatività fa il targeting – Esempi B2B Facebook Ads

Un terzo ma fondamentale modo per targetizzare il tuo pubblico B2B dentro Facebook e Instagram è quello di creare inserzioni che come un “laser” colpiscano esattamente i tuoi potenziali clienti, e rimangano irrilevante per altri pubblici.

Come?

Il machine learning di Meta sa adattare molto bene adattare il targeting a partire dalle creatività. L’algoritmo analizza i testi dell’annuncio, le immagini e le pagine di destinazione per ottimizzare il targeting.

  • Se scrivi ad esempio “sei un Raw Material Manager in ambito moda?”. Meta saprà che dovrà cercare di targetizzare individui che lavorano in quel settore con quel ruolo.
Annuncio di Hashtag Florence per croste di vitello scamosciate
In questo caso, una conceria toscana fa lead generation su Meta “filtrando” dalla fonte il proprio pubblico.
  • Meta da tempo afferma di utilizzare tecnologie di apprendimento automatico e AI per migliorare le performance a partire dalle risorse visive, e per farlo deve cogliere il contenuto delle immagini. Non è un segreto che Meta ormai sappia interpretare le immagini oltre il testo, riconoscendo le immagini se non che tipo di contenuto è sul sito allora sicuramente pictogrammi e simboli. Ad esempio, se Meta riconosce una donna accompagnata da un figlio piccolo, il sistema non mancherà sicuramente di targetizzare le donne tra i 25 e i 45.
Annuncio Instagram di Simula Solutions sulla sicurezza sul lavoro con la realtà virtuale, con immagine di una guida completa.
In questa ad, la preview di un libro, il testo e lo sfondo animato della simulazione in VR, aiutano l’algoritmo a cogliere elementi di targetizzazione.
  • Lo stesso principio si applica alle pagine di destinazione. Secondo la documentazione ufficiale, Meta scansiona la qualità della landing page per calcolare la qualità dell’annuncio. Tuttavia, scansionando a fondo la landing può ottenere molte più informazioni per scopi di targeting. Per esempio, la sezione delle testimonianze sulla tua pagina di destinazione mostra le aziende che servizi e i titoli lavorativi di coloro che ti raccomandano, tutte informazioni che possono informare le strategie di targeting.

Superare le resistenze interne nell’adozione di Facebook Ads per il B2B

Sebbene abbiamo risposto alle principali obiezioni all’utilizzo di Facebook per il B2B, sappiamo che persuadere i decisori interni all’azienda è spesso una sfida.

Conviene superare lo scetticismo in merito all’adozione di Facebook Ads per l’ambito B2B perché – come abbiamo visto – la sua efficacia nelle attività di lead generation può sorprendere in positivo. Le obiezioni all’interno del management sono comprensibili, soprattutto per chi non è formato a questo scopo e di chi non si occupa tutti i giorni di marketing digitale.

Dobbiamo cercare di convincere le decisioni interne almeno a istituire un budget per fare un test, che sicuramente ci aiuterà a prendere decisioni migliori, per forza sui dati e non su opinioni personali.

Come hai potuto vedere ci sono state sorprese in merito al successo nella generazione di contatti in ambiti molto differenti, dalla vendita di croste scamosciate di vitello fino alla promozione di simulazioni in realtà virtuale applicate ai corsi per la sicurezza sul lavoro.

Il test è fatto bene spesso anche se il partner di advertising è adeguato, solo così evitiamo di fare errori e di perdere tempo. Ti lascio qui sotto con la guida ai fattori utili per poter scegliere il fornitore giusto.

Cover e pagine della guida "8+1 cose da sapere per scegliere il fornitore giusto per il social media advertising" di Figoli Studio

COME SCEGLIERE IL FORNITORE GIUSTO PER IL SOCIAL ADVERTISING?

Abbiamo scritto un e-book con le 8 (+1) cose da sapere prima di decidere. 23 pagine facili da leggere, con infografiche ed esempi.

Matteo Figoli

Matteo Figoli

Sono un Social Media Advertising Specialist, con un focus in particolare su Facebook, Instagram e LinkedIn. Il mio lavoro è quello di aiutare aziende e organizzazioni a mettere ordine nella propria Social Media Strategy e renderla utile e profittevole.
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