Costo Instagram Ads: Tutto Ciò Che Devi Sapere [Guida]

Entriamo nel dettaglio dei costi pubblicitari di Instagram parlando prima delle peculiarità di questa piattaforma, per poi passare alle variabili che determinano il budget da impiegare per avere dei veri risultati di business.

Un disclaimer: citerò molte ricerche e dati per dare una visione a volo d’uccello sul tema, anche se si tratta di dati difficili da integrare perché derivanti da ricerche diverse, con metodologie diverse e trend temporali differenti.

Perché fare pubblicità su Instagram Ads?

Pur facendo parte della famiglia Meta (ex FACEBOOK)  Instagram ha delle peculiarità uniche rispetto a quelle di altri social network.

Nel 2022, sfondato il tetto dei 2 mld di utenti

Innanzitutto parliamo del successo di diffusione crescente che la piattaforma continua ad avere:

Statistiche demografiche percentuali sull'utenza di Instagram
  • I dati forniti da eMarketer segnalano come la piattaforma abbia superato il miliardo di utenti attivi ogni mese nel 2020.
    Secondo le indiscrezioni raccolte negli ultimi mesi del 2021 da CNBC, però, circa una settimana prima che Facebook cambiasse nome in Meta, Instagram avrebbe raggiunto la cifra record di 2 miliardi di utenti attivi ogni mese in tutto il mondo.
  • Instagram stessa ha comunicato qualche tempo fa, che 500 milioni di persone (quindi un quarto degli utenti attivi mensilmente), utilizzano le storie tutti i giorni!
  • Concentrandosi sulle sui dati e le proiezioni per l’Europa occidentale è interessante un’altra ricerca di eMarketer che ipotizza un trend di crescita di un ulteriore +31,9% degli utenti continuo a fino al 2024.
  • è interessante notare la stima di una proiezione di un 45% degli italiani online sopra i 13 anni potenzialmente raggiungibile come pubblico per le sponsorizzazioni su Instagram e in costante aumento anno dopo anno (solo negli ultimi 12 mesi, un aumento del +4,2%) (fonte We Are Social)

Pubblico giovane

Oltre all’aspetto puramente quantitativo, Instagram si distingue per le caratteristiche comportamentali e i profili socio demografici della sua utenza. 

Ad esempio, tutti quei Brand che intendono cavalcare le nuove tendenze e intercettare l’interesse del pubblico più giovane non possono fare a meno di investire su Instagram.

I dati italiani del rapporto del Censis ci dicono che Instagram è il secondo social network utilizzato dai giovani con età compresa tra i 14 e 29 anni.

Escludendo WhatsApp infatti (che non possiamo considerare un social network a tutti gli effetti),  lo strumento più utilizzato è YouTube (all’82,5%), seguito proprio da Instagram (al 76,5%). 

Diffusione Social in Italia nel 2021 tra i Giovani

Nonostante la crescita dei numeri e il gran parlare che gli viene fatto attorno, Instagram ha una diffusione ancora decisamente maggiore di Tik Tok, più del doppio del social network cinese.

Luogo di scoperta dei brand e propensione all’acquisto

Dal punto di vista comportamentale è interessante notare come il gli utenti del social network rispondano in maniera positiva agli stimoli prettamente commerciali

Un’indagine commissionata da Instagram – e perciò comunque da prendere con le pinze – rivela che il 58% degli utenti si sono detti più interessati ad un prodotto o ad un brand, dopo averlo visto nelle Stories.

Un’altra indagine riporta come il 50% degli utenti affermi di aver visitato un sito web per acquistare un prodotto/servizio dopo averlo visto nelle Storie.

Infine, in ambito fashion, il 55% degli acquirenti ha fatto un acquisto sulla base di un post di un creatore di Instagram.

A livello pubblicitario, Instagram e Facebook sono la stessa cosa

Instagram e Facebook Stessa Cosa

Per una serie di motivi, ma prima di tutto due:

  • come detto, fanno parte dello stesso gruppo Meta (ex FACEBOOK) dopo l’acquisizione del 2012
  • Perché – soprattutto – a livello tecnico la gestione professionale delle inserzioni e delle risorse strategiche delle aziende che sponsorizzano, viene fatta con lo stesso strumento, il Facebook Business Manager.

Stessa logica, stesse strategie, diversi posizionamenti

Avere in comune lo stesso strumento significa che 

non si può essere bravi inserzionisti su Instagram senza esserlo anche per Facebook

Sia a livello tecnico che strategico le due piattaforme vengono gestite allo stesso modo:

  • Stesse risorse e asset a disposizione dell’azienda (cataloghi prodotti, sistemi di tracciamento fuori dalle piattaforme, pubblici su cui fare retargeting eccetera) 
  • a livello macro, stessi obiettivi di campagna possono differenziare nello specifico (ad esempio nella risposta agli eventi su Facebook o ai messaggi su Messenger non presenti su Instagram),  ma livello strategico hanno la stessa funzionalità
  • Stesso sistema di costi e allocazione di budget
  • Stesse opzioni e possibilità di targeting

Quello che cambia è la gestione dei posizionamenti e la logica con cui costruire le inserzioni a livello creativo. 

Infatti dal punto di vista dell’interazione con i contenuti, le piattaforme differiscono talvolta anche in modo significativo (giusto per fare un esempio, si pensi all’utilizzo che viene fatto delle Stories su Facebook, non paragonabile a quello fatto dagli utenti con le storie di Instagram).

Perché evitare le promozioni direttamente dall’app Instagram

Detto questo però, esiste un modo per sponsorizzare su Instagram a partire dall’app stessa. 

Come avrai visto, Instagram mette a disposizione degli utenti diversi bottoni (sul profilo e sui vari post ad esempio), che ti permettono di creare facilmente un’inserzione per i tuoi contenuti.

Costo Instagram Ads: Promuovi Dall'App

Premesso che per sponsorizzare devi necessariamente avere un profilo aziendale connesso a una pagina facebook, ti sconsiglio comunque di procedere in questo modo.

Come già spiegato nella guida in cui ci chiedevamo se la pubblicità su facebook funziona, esiste un difetto di fondo legato a questo tipo di sponsorizzazioni. È sbagliato infatti creare campagne basate su singoli post invece di creare post basati su idee precise di campagna!

Si tratta di un sistema amatoriale che non ha nessuna possibilità di funzionare nel medio-lungo periodo, anche rinuncia ad utilizzare il 90% degli strumenti che mette a disposizione la piattaforma pubblicitaria.

Qual è il Costo delle Instagram Ads?

Fatte queste premesse, passiamo a vedere nel dettaglio quanto costa sponsorizzare su Instagram in modo profittevole.

Seguendo lo stesso schema creato nella guida sui costi pubblicitari di Facebook Ads, distinguiamo i costi oggettivi della piattaforma e i fattori interni al nostro business che incidono sul budget da impiegare in una campagna.

Costi “oggettivi” della piattaforma

Innanzitutto c’è da dire un’ovvietà: creare una pagina, pubblicare e condividere su Instagram è gratuito e lo sarà sempre.

Addirittura non serve nemmeno avere un account per fare pubblicità su Instagram: è possibile  utilizzare i posizionamenti di Instagram avendo anche solo una pagina Facebook e un Facebook business Manager.

Il costo minimo per fare una campagna pubblicitaria su Instagram è di €1 al giorno, anche se ovviamente è una cifra troppo bassa perché possa portare qualcosa di rilevante a livello di business.

Costi medi a livello globale 

Molte ricerche nel tempo hanno mostrato come sponsorizzare su Instagram sia mediamente più costoso che farlo su Facebook.

Prendendo a riferimento i costi globali riportati dal report annuale 2021 di Adstage, riguardo l’unico posizionamento veramente comparabile (cioè il feed) i costi e le performance medie globali sono queste:

Costo Instagram Ads a confronto con Costo Facebook Ads

In generale sembra riflettere la prospettiva, già sperimentata nell’esperienza di molti advertiser, per cui Instagram è ottimo – e più economico – in una fase precoce del funnel di conversione, cioè di scoperta di nuovi prodotti e di semplice copertura del messaggio, diventando sempre più debole nella fase Finale del percorso d’Acquisto.

Questo in parte anticipa la posizione che promuoverò più avanti, e cioè che i posizionamenti e i canali debbano essere utilizzati e testati insieme e in modo integrato per raggiungere il nostro obiettivo di business.

Meccanismo ad asta e competitività del mercato

Aldilà di questi  dati specifici sui posizionamenti di Instagram, il meccanismo che governa il sistema dei costi della piattaforma pubblicitaria è il medesimo spiegato in merito ai costi di Facebook Ads.

Un click o la semplice distribuzione di un messaggio può costare di più o di meno a seconda di quanti inserzionisti sono presenti nello stesso momento sulla stessa audience. È il meccanismo ad asta che governa quasi tutte le forme di advertising digitale.

Le variabili che incidono su questi costi sono sempre: 

  • offerta economica
  • tassi d’azione stimati
  • qualità dell’inserzione. 

Fattori “interni” che incidono sul costo delle campagne che funzionano

Detto questo, teniamo a mente che il costo di sponsorizzare su Instagram dipende soprattutto da quali sono le risorse su cui il nostro business può fare leva direttamente. 

Solo per elencarne alcune, asset come: 

un Brand riconosciuto è credibile con il proprio gruppo target

un database contatti ben popolato e ben profilato di utenti

un sito ben posizionato sui motori di ricerca,  in grado di generare traffico di qualità.

un prodotto/servizio testato e studiato a fondo nel suo posizionamento di mercato e nel pricing

Tutte queste sono risorse che cambiano in modo sensibile il budget da utilizzare nelle piattaforme per raggiungere la profittabilità.

Un elenco esaustivo di queste variabili l’ho elencato nella guida dedicata ai costi pubblicitari di Facebook Ads, che come detto hanno la stessa struttura e la stessa logica di quelli di Instagram. 

Suggerimento sul budget minimo da impiegare

Seguendo la stessa modalità di calcolo e le considerazioni fatte per calcolare il budget di Facebook Ads riassumiamo anche qui i budget minimi suggeriti per le diverse attività:

25€

al giorno minimo

per attività di Lead Generation (generazione di contatti di valore) sul piano nazionale

40€

al giorno minimo

per un E-Commerce, su piano nazionale

Buone pratiche ed errori da evitare

In base alla mia esperienza, individuo una serie di errori e buone pratiche da seguire:

La scelta di Instagram deve venire dopo

Di per sé la piattaforma mantiene costi relativamente contenuti, soprattutto per l’Italia  (rispetto a paesi come gli Stati Uniti e Regno Unito); il problema è approcciare senza aver sviluppato un piano marketing solido, e una proposta di valore efficace.

Su questo Instagram è impietoso: trattando soprattutto il mondo B2C, permeato da una centralità delle dinamiche di branding, con concorrenti spesso molto preparati e agguerriti, la soglia di accesso è altissima.

Senza parlare poi della sfera dei costi che attiene il contributo degli influencer alla strategia di marketing. Il rischio è di cadere vittime di quello che gli statunitensi chiamano il wishful thinking, ossia il pensare “desiderando”, puntando tutto su una figura salvifica in grado di rivoluzionare la resa dello strumento Instagram. 

Senza un vero piano si faranno errori clamorosi nell’allocazione di budget.

Instagram non è “full funnel”

C’è stato un grande dibattito a proposito della capacità di Instagram da solo di poter  rispondere a tutte le necessità del percorso di conversione degli utenti.

Ci si chiedeva infatti se fosse una piattaforma effettivamente “full funnel”, ossia in grado di accompagnare il nostro utente dal primo contatto fino all’acquisto del nostro prodotto/servizio.

Google ha descritto come messy middle la fase intermedia del nostro funnel di conversione,  in costante espansione e caratterizzato crescenti punti di contatto con la nostra azienda.

Forse prima della rivoluzione di iOS 14 (caratterizzata da forti limitazioni da parte di Apple a tutti tracciamenti fuori piattaforma dei social network, in nome della privacy), il potere algoritmico di Instagram era in espansione e stava andando in quella direzione.

Ora però i colpi inferti sono stati tanti, e mi sento di dire che è quantomeno azzardato vedere il solo Instagram come uno strumento in grado di coprire tutte le fasi del percorso di conversione.

A livello globale, gli ultimi dati di Emplifi ci dicono che Instagram rappresenta meno di 1/3 della spesa pubblicitaria tra le piattaforme del gruppo Meta, rendendola circa la metà delle dimensioni della piattaforma Facebook.

A dimostrazione del fatto che generalmente una strategia di advertising sui social beneficia sull’uso combinato delle due piattaforme.

Costo e Tasso di Click Instagram e Facebook a Confronto

Tutto questo per dire cosa?

Lasciar fare alla piattaforma: posizionamenti automatici

Tutto questo per dire che uno dei modi fondamentali per abbassare i costi è quello di sfruttare tutte le possibilità e i posizionamenti che offre l’ecosistema Facebook. 

Perciò nessun preconcetto

ho visto tanti clienti convinti di non voler usare Facebook (perché “ormai in declino” oppure “per pubblici anziani” e altre idee che abbiamo visto smentite dai dati), ricredersi alla luce dei risultati del social advertising.

Consiglio di non imputarsi ad utilizzare esclusivamente i posizionamenti di Instagram, perché nella stragrande maggioranza dei casi questi non sono sufficienti.

Quando si prepara una campagna dentro il gestore delle inserzioni di Facebook Business Manager, ad un certo punto la piattaforma ci consiglierà di lasciar girare i nostri formati creativi in un modo aperto, deciso automaticamente dalla piattaforma sulla base dei feedback che incontra durante la distribuzione dei contenuti.

Questa funzione si chiama posizionamento automatico.

Vale la pena fidarsi del potere distributivo che queste macchine hanno, non sostituirsi a loro in quello che sanno fare meglio. Solo a posteriori si potranno prendere decisioni su eventuali variazioni.

Scrivici

Per domande, dubbi o richieste di preventivo.

    Domande Frequenti

    Quanto costano le sponsorizzazioni Instagram?

    Di base, la piattaforma parte da 1€ al giorno. Si devono fare i conti però con costi globali in crescita, e un aumento degli inserzionisti, che obbliga a non improvvisarsi e a studiare un piano pubblicitario dettagliato, che comprenda almeno anche Facebook.

    Quanto costa un post su Instagram?

    Pubblicarlo non costa nulla. Assicurarsi che sia visto da abbastanza persone, di modo magari da raggiungere un risultato rilevante per la nostra attività, costa almeno 1 euro al giorno. Attenzione a non basare però una campagna su un singolo post, perché la pubblicità che funziona basa i post su specifiche idee di campagna.

    Quanto costa la sponsorizzazione sui social?

    A seconda degli obiettivi perseguiti, delle risorse a disposizione e dell’area che si vuole coprire, i costi variano. Si parte almeno da 25€ al giorno, se si tratta di un’attività di generazione di contatti a livello nazionale, passando per i 40€ giornalieri minimi necessari per un e-commerce.

    Come fare promozioni su Instagram gratis?

    La piattaforma non permette di promuovere i propri contenuti senza pagare almeno 1 euro al giorno. Gratis è possibile solo pubblicare, affidandosi alla speranza di raggiungere almeno un 5-10% della propria base di followers. Altrimenti è possibile richiedere l’attenzione e la ricondivisione gratuita di contenuti da parte di influencer e opinion makers opportunamente selezionati e contattati attraverso attività di pubbliche relazioni, online e offline.

    Sull'autore

    Matteo Figoli
    Sono un Social Media Advertising Specialist, con un focus in particolare su Facebook, Instagram e LinkedIn. Il mio lavoro è quello di aiutare aziende e organizzazioni a mettere ordine nella propria Social Media Strategy e renderla utile e profittevole.