Disseminazione progetti europei: la case history Eu Made 4ll

Tra il 2018 e il 2019 ho lavorato alla dissemination del progetto europeo Eu Made 4ll (“European multimodal and digital education for language learning”), in particolare nella fase finale, di riorganizzazione della strategia e di creazione e distribuzione dei contenuti.

Il progetto

Si è trattato di un progetto Erasmus Plus KA3 dedicato all’integrazione tra le competenze digitali (in ottica ampia, multimodale) e l’insegnamento della lingua inglese in un contesto di comunicazione interculturale.

Una sfida importante, durata 4 anni, che ha avuto – tra le altre cose – l’obiettivo di proporre ai principali stakeholders europei del settore, un nuovo framework di competenze rispetto ad una visione più ampia dell’alfabetizzazione digitale.

Promotore di questo progetto è stato un team di docenti e ricercatori di tutta Europa, studiosi prevalentemente di multimodalità, semiotica, linguistica e computer-mediated communication, oltre che un esponente del mercato del lavoro, Marc Rocca dell’azienda di comunicazione britannica Rocca CTL.

L’esigenza a cui ha voluto rispondere questo progetto è stata la necessità di dotare gli studenti e i futuri professionisti di una serie di competenze e linguistiche trasversali per affrontare con consapevolezza il mondo digitale, in cui siamo letteralmente invasi di stimoli comunicativi, di cui solo una minima parte è solo testuale. Per questo è fondamentale familiarizzare con i concetti propri della multimodalità.

Le cose fatte per la dissemination

1. La strategia

In modo preliminare, durante i primi mesi di collaborazione, ho definito la strategia di comunicazione, che prevedeva l’utilizzo di strumenti gratuiti al fine di intercettare l’attenzione di target del mondo accademico e della formazione professionale pubblica sul tema dell’alfabetizzazione digitale.

2. La riorganizzazione dei contenuti

Come secondo e più importante compito ho lavorato (in diversi tempi e con diverse revisioni) all’aggiornamento e alla riorganizzazione dei contenuti del sito web, rispetto al disallineamento che era presente in precedenza.
Il lavoro ha permesso di centrare i contenuti rispetto alle necessità e alle curiosità dei target di riferimento, illustrando in maniera strutturata e chiara i principali output del progetto.

Strategicamente, abbiamo concordato di dover puntare sulla pubblicizzazione di:

  • Common Framework of Reference for Intercultural Digital Literacies, il quadro di definizione delle competenze prodotto durante il progetto, che è di certo materiale interessante e utile per il mondo accademico
  • Syllabus delle attività di studio,  interessante sia per gli accademici che per i formatori professionali
  • i Workshops, che sono stati progettati e realizzati da mostrare prevalentemente a chi si occupa di formazione e coaching

3. La raccolta dei contatti

Come terzo passo ho messo ordine e predisposto dal sito la raccolta di preziosi contatti ai fini della disseminazione:
da un lato, predisponendo manualmente sulla piattaforma di e-mail marketing Mailchimp il database di contatti mail raccolto a vari livelli da tutti i partner del progetto (sia durante gli eventi che durante la call of abstract della conferenza, etc…).
Dall’altro, con una ricerca approfondita di eventuali stakeholders che avrebbero potuto portare la disseminazione del progetto ad un altro livello, grazie alla loro rilevanza nel settore. Qui abbiamo raccolto un indirizzario, da contattare con modalità esclusivamente personali, che includeva mail di di accademici e funzionari dell’Unione Europea che si occupavano dei temi dei Framework sulle competenze digitali, e di dirigenti di enti pubblici europei che si occupano di alfabetizzazione digitale nei loro contesti territoriali.

4. Pubblicità alla conferenza

In seguito, ho lavorato alla pubblicità del conferenza finale A-Mode, principalmente attraverso i canali Facebook e Linkedin e l’upload nelle principali piattaforme di disseminazione accademica; ho in seguito partecipato in prima persona alla conferenza traendo contenuti utili per la parte finale del processo di comunicazione.

5. Distribuzione contenuti finali

Infine, mi sono occupato della distribuzione dei contenuti finali del progetto su diversi canali:

  • Gli output predefiniti sono documentati su tutti i principali social network accademici: ResearchGate, Academia.edu, Zenodo.
  • Ho creato conversazioni sui temi del progetto su LinkedIn e in particolare nei gruppi tematici più interessanti
  • Abbiamo raggiunto tramite opportune newsletter il database di contatti fidelizzati
  • Mi sono coordinato con la prof. responsabile con me della dissemination per il suo contatto personale con gli stakeholders del progetto
  • Abbiamo diffuso i contenuti tramite la pagina Facebook del progetto.

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