Servizio di LinkedIn Advertising

LinkedIn è il più grande social network professionale del mondo: nei suoi 15 anni di attività è cresciuto con percentuali più “normali” rispetto agli altri grandi colossi e – secondo uno studio realizzato lo scorso aprile da Statista, è arrivato a contare quasi 600 milioni di utenti registrati (di cui 12 milioni in Italia), in costante – seppur graduale – aumento.

Si tratta di una piattaforma che ruota attorno al mondo del lavoro, dove gli utenti inseriscono i dati principali del proprio curriculum, cercano e offrono nuove posizioni, si informano sulle possibilità di formazione e aggiornano le informazioni circa gli avanzamenti e le novità sulla loro carriera. 

Viene approcciato da una buona fetta di utenti con un utilizzo sporadico e occasionale, ma – stando ai dati interpretabili dallo strumento per le campagne di LinkedIn – ci sono anche milioni di profili senior attivi, tra cui anche quelli di utenti in posizioni di direzione e decision making.

I settori maggiormente “presenti” su LinkedIn sono l’informatica, l’edilizia, il retail, la medicina, la moda, l’architettura, food&beverage, la contabilità, l’istruzione superiore e i servizi finanziari. Come si può dedurre, uno spettro davvero ampio e variegato di settori.


 

I “pro” di LinkedIn Ads

  • Nessun altro social possiede un patrimonio di dati relativi al profilo professionale degli utenti, e questo lo rende tuttora unico rispetto a Facebook, Google e Twitter.
    Ad esempio, nonostante i tentativi di incoraggiamento di Facebook, meno del 20% dei suoi utenti ha inserito i dati professionali (ruolo, nome dell’azienda) nel profilo personale; mentre LinkedIn non solo ha accesso a dati socio-demografici, ma conosce anche caratteristiche relative a competenze, ruoli, funzioni aziendali e seniority degli utenti, oltre che le caratteristiche delle aziende (tipo azienda e dimensione, settore industriale, location, etc…)
    Si può quindi facilmente intendere che ogni attività tesa alla lead generation (generazione di contatti di valore), specie in ottica Business to Business, ha certamente un valore diverso se svolta su LinkedIn, rispetto a qualunque altro social.
  • Collegato al primo punto, c’è l’evidenza per cui la conversione risulta più agevole, anche se a fronte di CPC (costo per clic) tendenzialmente più alti che altrove.
    Una ricerca Hubspot di qualche anno fa, segnalava come il tasso di conversione su LinkedIn rispetto a quello di Google Ads (che comunque fa leva su una domanda manifesta degli utenti) fosse maggiore nell’ordine di 3 / 4 volte.
  • Il numero di utenti attivi – rispetto agli altri social network – è molto alto (si parla addirittura del 40% degli utenti che visiterebbero ogni giorno la piattaforma), anche per la difficoltà per profili fake e spammer di prosperare in un ambiente così serio e strutturato

 

Quali “contro”?

Ad oggi restano ancora principalmente due le ragioni per cui è necessario essere cauti nell’utilizzo di questa piattaforma a fini di business:

  • La copertura delle comunicazioni.
    Al di là dei dati globali, in Italia, LinkedIn conta più di 12 milioni di iscritti, contro ad esempio i 34 milioni di Facebook.
    Come detto, si tratta di contatti più profilati, con una presenza più orientata al business, ma non si tratta di un social così “di massa” come è invece Facebook; è possibile che molti degli utenti in target per la tua azienda o non siano presenti, o non lo usino attivamente.
  • Il costo delle campagne.
    Ad esclusione di Google Ads, che però agisce su mercati di domanda manifesta, tra tutti i social LinkedIn è la piattaforma a pagamento più costosa: 2€ minimo per CPC o CPM è una cifra molto alta, che non permette di testare e ottimizzare bene gli elementi della campagna.
    Per fare un confronto, su Facebook il costo CPC spesso è di pochi centesimi.

Gli strumenti della piattaforma

Detto questo però, si tratta di uno strumento utilissimo se inserito in una strategia di web marketing più complessiva.

Tramite lo strumento di Linkedin Campaign Manager, è possibile costruire campagne per tutti i principali obiettivi di marketing (dalla copertura del messaggio fino alla conversione, passando per awareness e interazione).

È possibile utilizzare strategicamente alcuni strumenti della piattaforma per raccogliere pubblici nelle fasi intermedie del funnel di marketing. Penso ad esempio a:

  • La targetizzazione per posizione lavorativa, seniority, competenze, oltre che per variabili socio-demografiche e psico-grafiche
  • Lo strumento “insight tag”, che permette di monitorare tutte le persone che effettuano delle azioni sul sito web, di modo da poterle ri-raggiungere su LinkedIn.
  • La possibilità di raggiungere sulla propria piattaforma tutte le persone di cui si possiede l’indirizzo mail, in accordo con le normative GDPR.
  • Infine, è da poco possibile costruire pubblici “lookalike”, ossia pubblici perfettamente simili per caratteristiche socio-demografiche, interessi, competenze e titoli professionali, a quello delle persone già presenti nel proprio indirizzario mail, o di chi ha già visitato il proprio sito web.
    Si tratta di uno strumento potentissimo, già ampiamente applicato nell’advertising di Facebook e Instagram, che permette di automatizzare tutta una serie di passaggi, a patto di partire da un target di clienti (o potenziali tali) molto omogeneo per caratteristiche e intenzioni d’acquisto.

I posizionamenti delle inserzioni

A livello di posizionamenti agli occhi degli utenti invece, ci sono diverse possibilità (alcune assolutamente peculiari rispetto ad altri social):

  • Annunci di testo L’opzione più semplice e economica.
    Gli elementi principali di questo tipo di pubblicità sono il testo, le immagini e un titolo, assemblati in diversi formati possibili, e possono essere posizionati in diverse aree sulla piattaforma, in alto o a destra.
  • Messaggi InMail L’opportunità – davvero interessante – di inviare messaggi privati attraverso Linkedin Messenger, simile alle modalità dell’email marketing convenzionale.
    Come si può immaginare si tratta di un’opzione rischiosa, perché si entra in uno spazio dove l’utente non ha avuto il “permesso” di entrare, e quindi il rischio di “cecità selettiva” da parte di chi riceve il messaggio è altissimo. Il copy della mail ricopre un ruolo davvero essenziale su questo.
  • Contenuto sponsorizzato Esattamente come accade per esempio su Facebook, i brand possono pubblicare un contenuto e promuoverlo verso un pubblico segmentato, in diversi formati (non solo articoli e link, ma anche elementi dinamici e video).
    Si tratta della soluzione più adatta per tutti quei contenuti che si posizionano nella parte alta del “funnel di marketing”, ossia quei contenuti non esplicitamente orientati alla vendita ma più informativi e di intrattenimento.
  • Annunci dinamici Un tipo di pubblicità il cui contenuto si genera in maniera dinamica, cioè che varia in funzione dell’attività e del profilo dell’utente coinvolto.
    Infatti, se la piattaforma rileva similitudini tra un utente e un brand, per ubicazione o per skills ad esempio, la pubblicità che comparirà nel feed dell’utente metterà in relazione il profilo dell’utente con quello specifico messaggio.
  • Annunci displayGli annunci display sono – come nel caso degli omologhi di Google ads – strumenti di programmatic advertising, che si inseriscono nelle pagine con maggiore traffico nella piattaforma.
    Il primario obiettivo è quello della copertura e della notorietà di brand, più che rispetto alle conversioni. Questo tipo di pubblicità è più creativo e permette di inserire elementi video e audio oltre alle classiche immagini e ai testi.

Quanto costa e perché

LinkedIn Ads è un lavoro complesso di gestione dei budget pubblicitari, potenzialmente molto profittevole ma anche molto dispendioso.

In linea generale il compenso dipende direttamente dal budget da impiegare nelle sponsorizzazioni ma per dare una linea possiamo individuare prezzi che vanno dai 300€ mensili in su per le piccole attività, (comprensivi della strategia di advertising, creazione di campagne e inserzioni, gestione del budget, monitoraggio e reportistica ed ovviamente esclusi i budget per le sponsorizzazioni).Per attività più grandi e complesse, invece, è necessario prevedere una parte di analisi iniziale più sostanziosa e la costruzione di strategie più articolate.

Contattami

Per domande, dubbi o richieste di preventivo.

Accetto la policy privacy