Servizio di Strategia Digitale

 

Anche se ormai da tempo si parla della necessità di “digitalizzare” le proprie strategie di marketing, molte aziende ancora non hanno individuato la strada che può rendere gli investimenti fatti sul digitale davvero profittevoli.


Già fatti investimenti, ma rimasto scottato?

A quasi tutte le aziende infatti è capitato di investire per costruire un sito nuovo, fare un po’ di pubblicità su Google o su Facebook, o farsi consigliare da amici e conoscenti rispetto a qualcuno che potesse occuparsene; a fronte di una minoranza di casi di successo, nella maggioranza delle volte succede poco o nulla, mentre in alcuni casi è proprio capitato di vedere pagare un prezzo importante a causa di alcuni investimenti sbagliati.

Si pensi al dato fornito qualche tempo fa (anche se non più aggiornato) dalle Camere di Commercio che registrava il fallimento del 90% degli e-commerce entro il primo anno di attività.

Nonostante i molti anni ormai di dibattito circa la necessità di investire nel web marketing, è infatti molto difficile trovare consulenti e agenzie in gamba, perchè il settore è ancora un po’ nuovo e “anarchico”, e c’è chi si approfitta del gap informativo che inevitabilmente si crea tra chi domanda questi servizi e chi li offre.

Spesso poi, non è nemmeno un problema di malafede: data la notevole complessità del settore e la sua grande velocità di cambiamento (anche agli occhi di noi stessi che ci lavoriamo dentro da anni), è facile che si cada nel tranello mentale sintetizzato da questa famosa frase di Abraham Maslow: «Se l’unico strumento che hai è un martello, tutto ti sembrerà un chiodo».

Spesso infatti, molte agenzie magari bravissime nella SEO, tendono a sottostimare l’importanza strategica dei social network, o viceversa, agenzie creative specializzate nel social media marketing, tendono a voler imporre raffinate strategie di branding anche se si rivolge a loro un negozio di ferramenta.

Non è facile tenersi al riparo da questa insidia, assolutamente umana, se non avendo piena consapevolezza del rischio, e tenendosi ben aggrappati ad un approccio data-driven, ossia basato esclusivamente sulle evidenze emerse dai dati.


Serve una vera e propria indagine di mercato online

Il mio intervento di consulenza strategica digitale si inserisce all’inizio del progetto: molto prima degli strumenti o delle valutazioni circa questa o quella soluzione.

Propongo un lavoro di analisi “orizzontale”, che copra sia i dati che è possibile ricavare dal motore di ricerca a quelli che i social network mettono a disposizione.

Grazie a questi dati potremo indagare a 360° il mercato a cui si approccia la tua organizzazione.

Su Google, la domanda manifesta

Sul motore di ricerca le persone non fanno altro che porre questioni, fare domande.

A livello aggregato, i dati che è possibile trarre da Google & co. sono preziosissimi, perché ci dicono esattamente:

  • quanto un determinato gruppo di parole chiave (relativo direttamente al nostro prodotto/servizio oppure alla ricerca di informazioni legata al nostro settore) è cercato su Google
  • con quale frequenza
  • quanta concorrenza c’è nel posizionamento di quelle determinate keywords (sia a livello organico che a pagamento).
  • con quale trend (se generalmente in crescita o in declino, se soggetto a stagionalità, etc…)

Già solo questi dati (che non solo certo gli unici che è possibile trarre), opportunamente elaborati e ragionati, mostrano con una precisione estrema i livelli di concorrenzialità di un determinato settore di mercato.

A questo livello si riesce a capire quanto può essere opportuno investire su un determinato mercato, dal punto di vista del posizionamento organico o della pubblicità a pagamento Google Ads.

Su Facebook, la domanda latente

Dal punto di vista dei social, invece, è possibile avere una panoramica precisissima della domanda “potenziale” di un determinato servizio, o della domanda “latente”.

Sui social le persone disseminano i dati, ma sono coinvolte in conversazioni e fruizioni molto votate all’intrattenimento e alla distrazione. Non stanno esprimendo una domanda attiva di prodotti/servizi e informazioni, ma attraverso i dati che lasciano, possiamo raggiungerli con qualcosa di adatto a loro.

Il focus è infatti tutto sugli aspetti qualitativi del target, che è importante studiare a fondo, per poter costruire poi i migliori contenuti per poterlo coinvolgere e attivare.

Con quello strumento potentissimo che è Facebook Audience Insights siamo in grado di isolare le persone interessate ad un determinato prodotto/servizio/argomento e verificare quali siano le loro caratteristiche in profondità, secondo tutte le principali variabili psicografiche e di interessi, oltre che per quanto riguarda il compor.tamento online e le più tradizionali variabili socio-demografiche. Inoltre, degno di nota è notare anche quanto queste variabili differiscano da quelle della media degli utenti facebook, per notarne maggiormente le specificità.

Gli outputs: nicchie di posizionamento, Buyer Personas e strategia di contenuti

Quello che viene fuori da questa analisi “orizzontale” e un po’ caotica varia da caso a caso, a seconda delle specificità del settore di mercato e dalle necessità strategiche.

Nella versione più completa l’analisi produrrà come outputs:

  • un gruppo selezionato di parole chiave, sulle quali svolgere un lavoro di posizionamento organico (da delegare ad uno specialista SEO), oppure da trattare con l’advertising.
    Per queste keywords sarà svolta una simulazione che abbia lo scopo tendenziale di calcolare l’ipotetico ritorno dell’investimento che potrebbe avere la visibilità in corrispondenza di quelle parole chiave.
  • un numero ristretto di profili di Buyer Personas, definiti nel dettaglio a partire dalle evidenze emerse dall’analisi dei dati social. Rispetto ad esse e ai tipi di prodotti/servizi da promuovere, sarà prodotta una gerarchizzazione dei contenuti da produrre per stimolare l’engagement e l’attivazione di quei pubblici. Una vera e propria strategia dei contenuti “data-driven” che può rendere il cliente anche autonomo rispetto al proprio lavoro sui social.

Quanto costa e perché

Si tratta di un lavoro decisivo e dal grande valore per il cliente, perché si tratta del presupposto per fare investimenti oculati (si sa, nel web marketing riuscire a non sbagliare investimenti già è importante).

Una analisi strategica preliminare permette di canalizzare il denaro da spendere, e quindi non va inteso come un “lusso” che possono permettersi solo le aziende medio-grandi, ma anzi si tratta di un’operazione che proprio chi ha un budget limitato dovrebbe avere interesse a fare.

Detto questo, si tratta davvero di un servizio difficile da presentare in modo standard: per molte aziende non è necessario fare il lavoro completo, lo si capisce già dalle caratteristiche “macro” del settore in cui operano; però per altre potrebbe riservare sorprese fare il lavoro completo (ossia comprensivo di analisi delle keywords + analisi dei target social).

Il costo può variare dai 650€ ai 1800€ (IVA esclusa perché non dovuta dal mio regime fiscale), a seconda della completezza del lavoro, dall’ampiezza dell’analisi e dalla complessità del settore che si va ad analizzare.

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